L'assistant coach azzurro ripercorre la crescita della 21enne dalle qualificazioni di Milano alle semifinali del BNL Italy Major Premier Padel a Roma: “Ci ha stupiti ma non troppo, ha una mentalità superiore e non ha paura nei momenti difficili”
di Lucia Laudando | 06 giugno 2026
Un risultato straordinario fatto di talento ma anche di tanto lavoro portato avanti nel tempo. A raccontare il percorso di Giulia Dal Pozzo verso la semifinale raggiunta al BNL Italy Major Premier Padel è Filippo Scala, figura chiave nello staff tecnico del settore Over 18 della Nazionale nonché assistant coach insieme a Saverio Palmieri della capitana Marcela Ferrari. Proprio Scala, insieme allo storico allenatore di Giulia, Carlo Conti, ha seguito da vicino la crescita della 21enne fino a un risultato impensabile fino a qualche giorno fa.
Il primo incontro con Dal Pozzo risale alla fine del 2023. "L’ho vista giocare a un torneo a Rimini mentre seguivo Caterina Baldi. Con Carlo ci conosciamo da una vita e abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di farla giocare stabilmente in coppia dall’inizio del 2024. Da lì è nato tutto".
Un percorso che, già dalle prime uscite, ha mostrato segnali chiari. "Al primo torneo insieme hanno subito raggiunto la semifinale in una tappa Slam. Ma il momento in cui ho capito che sarebbe diventata una giocatrice speciale è arrivato al Milano Premier Padel P1 di quell'anno. Insieme a Caterina sono partite dalle qualificazioni e sono arrivate agli ottavi di finale, eliminando anche la ex numero 1 del mondo Carolina Navarro. E poi un anno pieno di soddisfazioni, con diversi titoli nel circuito internazionale CUPRA FIP Tour".
Scala ricorda bene cosa, in quel 2023, colpì lui e lo staff tecnico: “I colpi certo, ma soprattutto il modo in cui stava in campo. Non sembrava una ragazza di 18 anni: atteggiamento, presenza, attitudine. E poi la sua professionalità, anche fuori dal campo. Era già una professionista vera".
Una maturità che, secondo Scala, ha fatto la differenza nei passaggi chiave della sua crescita. "Ci ha stupiti, ma non troppo. Perché chi la vede lavorare ogni giorno sa quanto impegno ci mette. A questi livelli tutte giocano bene, ma lei ha una cosa in più: la mentalità". Un'altra qualità fuori dal comune è la gestione dei momenti decisivi. "La sua arma più forte è che non ha paura. Non si tira indietro nelle situazioni difficili, non perde lucidità".
Dal Pozzo: "Orgogliosa di me stessa"
Cosa più importante, secondo Scala, è che l''effetto Dal Pozzo' sarà una formidabile ispirazione. "È un segnale importante per tutto il sistema. Una ragazza di 20-21 anni in semifinale in un Major è qualcosa che non passa inosservato. Anche i più giovani, a partire da quelli che in questi giorni stanno disputando qui il FIP Promises, hanno ricevuto una spinta enorme. È un risultato che fa bene alla Nazionale e a tutto il movimento".