Un'emozionata Marcela Ferrari commenta la semifinale di Dal Pozzo: "La sua voglia di migliorarsi l'ha portata qui. Ha lavorato tatticamente, mentalmente e tecnicamente al massimo livello: nello sport nulla accade per caso"
di Paolo Franci | 05 giugno 2026
Marcela Ferrari ha gli occhi umidi. E non fa nulla per nascondere l’emozione. Lei, la ‘doppia capitana’ e cioè la ct dell’Italpadel sia al maschile che al femminile, che se le chiedi quale sia la prima cosa da tenere presente per un suo giocatore ti risponde: “la maglia azzurra”, ha seguito l’azzurra Giulia Dal Pozzo e Nuria Rodriguez col cuore in modalità tamburo. Perché lei, che è stata una grande giocatrice e da coach ha allenato numeri uno come Belasteguin e Lima, in quella ragazza timida fuori dal campo e una tigre sul tappeto azzurro, ha visto qualità che sul Pietrangeli, negli ultimi due giorni, sono letteralmente esplose. “Sì sono emozionatissima perché lei è una delle mie ragazze e sapete come la penso, la maglia azzurra non si indossa solo nelle partite o nei grandi tornei come Mondiali o Europei, la maglia azzurra si indossa tutto l’anno. Questo vale per lei come per tutte le mie giocatrici e i miei giocatori”.
Un’italiana in semifinale di un Major, incredibile immaginarlo anche solo alla vigilia del torneo: “Giulia ha grandi qualità, è ‘centrata’ in campo e costantemente alla ricerca della cosa giusta da fare. E poi si muove con una agilità e una scioltezza non comuni. E non ha paura, avete visto quanti smash vincenti ha giocato dalla linea? E poi fatemi fare i complimenti a Nuria, giocatrice fantastica che mette la compagna di turno nelle condizioni di rendere al massimo”.
Un bene per la Nazionale e un bene per il padel italiano, indubbiamente, l’exploit della Dal Pozzo. “Il momento è storico per il padel italiano, certo – riflette Marcela Ferrari – ma al di là del raggiungimento di un grande risultato come questo. Appena un anno fa, era giugno, Giulia vinceva un FIP Silver a Palermo e un anno dopo la ritroviamo in semifinale in un Major contro le numero uno al mondo. Questo significa aver lavorato tatticamente, mentalmente e tecnicamente al massimo livello. Nello sport, nulla accade per caso, il lavoro, la dedizione, la concentrazione e saper stare sull’obiettivo fanno la differenza e Giulia la sta facendo”.