Il ritrovato dominio di Coello e Tapia, l'esplosione della nostra Giulia Dal Pozzo, il record delle 4 ore e 12 minuti e un Foro Italico sempre più pieno: il BNL Italy Major ha lasciato molto più di due coppie vincitrici. Dieci spunti per ricordare la quinta edizione del super evento della Capitale
di Marco Caldara | 08 giugno 2026
Anno dopo anno il BNL Italy Major continua a crescere, per prestigio, partecipazione e impatto sul movimento. Roma è stata ancora una volta la capitale mondiale del padel, regalando spettacolo, storie da raccontare e indicazioni preziose sul presente e sul futuro del circuito, come del movimento italiano. Dai trionfi delle coppie numero uno alle imprese degli azzurri, passando per record, rivalità e un pubblico da grandi occasioni: ecco i dieci spunti che il Major 2026 ci lascia in eredità.
GIULIA DAL POZZO
Impossibile non partire da lei, vera rivelazione del BNL Italy Major 2026. In carriera, nei Major aveva vinto una partita in totale, mentre al Foro Italico se n’è prese quattro, battendo una dopo l’altra le coppie numero 7, 12 e 4 del mondo, per regalare all’Italia la prima semifinale in uno dei quattro tornei più importanti del mondo. Nei quarti, contro le top-10 Araujo e Fernandez, le statistiche dicono che è stata lei la MVP, trovando più vincenti e sbagliando meno delle altre. Ha un notevole coraggio nel prendersi dei rischi, abbinato alla capacità di scegliere sempre il momento giusto per farlo. Oltre alla lucidità tattica, ci sono serietà, voglia di lavorare e di arrivare. Un bene per lei, come per il nostro padel che aveva un gran bisogno di una giovane sulla quale puntare per un futuro ad altissimi livelli.
COELLO/TAPIA
Sono arrivati a Roma con una striscia aperta di quattro sconfitte consecutive contro i soliti rivali Ale Galan e Federico Chingotto, ma più che avergli creato problemi, la serie negativa sembra avergli fatto un gran bene. Hanno dominato contro tutti, vincendo sempre in due set, senza nemmeno mai giocare il loro miglior padel. E i pochi grattacapi incontrati se li sono creati praticamente da soli, in semifinale come in finale. Nessuna coppia, nemmeno la miglior versione dei Chingalan, riesce a dare l’impressione di essere inavvicinabile come sanno fare loro due. Prima del Major si sono allenati insieme per qualche giorno, cosa che accade di rado visto che risiedono in posti diversi. Se i risultati sono questi ha senso farlo più spesso.
I DUE CENTRALI DEL FORO
Fino a mercoledì compreso, al Foro Italico il campo principale è stato il Pietrangeli, per dare tempo agli organizzatori di allestire a dovere il Centrale, impiegato per un evento musicale nel primo weekend. Eppure, di differenza se n’è vista gran poca dal vivo e ancora meno in televisione, perché anche lo storico campo circondato dalle statue ha fatto alla grandissima il suo dovere, offrendo il giusto palcoscenico alle stelle della pala. Giocare in uno dei posti più belli al mondo permette anche questo.
I FRATELLI JENSEN
Enzo e Claudia Jensen battono bandiere diverse, perché lei ha scelto di rappresentare l’Argentina di mamma e papà, mentre lui l’Italia sfruttando le origini italiane della nonna paterna, nativa della provincia di Chieti e poi emigrata in Sudamerica. Ma, oltre al sangue, ad accomunare i due fratelli c’è anche un talento notevole e una gran capacità di far divertire. Lui, classe 2006, ha centrato per la prima volta gli ottavi in un Major e cresce a vista d’occhio, tanto che da oggi è per la prima volta il miglior italiano nella classifica mondiale FIP. Lei, classe 2005, ha invece una fantasia comune a poche e gioca sempre col sorriso, quello di chi sa di avere un dono invidiato dal resto della classe. Chiedere alle numero uno del mondo Gemma Triay e Delfi Brea, più volte inciampate – nei quarti di finale – nei tranelli ideati dal suo magico polso sinistro.
ABBATE E MONTIEL
La storia recente del circuito dice che arrivare in alto fra gli uomini è più complesso che fra le donne, dunque per Flavio Abbate e Alvaro Montiel Caruso la strada si annuncia più tortuosa rispetto a quella di Giulia Dal Pozzo. Ma anche loro, finalmente capaci di raccogliere anche nel circuito Premier Padel i frutti di una crescita evidente, hanno lasciato Roma con sicurezze maggiori e nuove ambizioni. Una su tutte è quella – che deve essere la priorità – di iniziare a prendere parte a tutti i tornei del Tour maggiore, sacrificando gli eventi FIP a costo di giocare e vincere meno. Per emergere è necessario confrontarsi sempre coi più forti e per i due azzurri è il momento giusto per farlo.
IL (QUASI) SOLD OUT DELLE FINALI
Il dato ufficiale diffuso dall’International Padel Federation dice che, per le finali del BNL Italy Major 2026, sul Centrale del Foro Italico erano presenti oltre 9.000 spettatori. L’occhio? Conferma. Non era mai successo che ci fosse così tanta gente ad assistere all’evento, segno che il padel piace sempre di più. Non era affatto scontato, visto che l’effetto curiosità fa ormai parte del passato e la finale maschile era la stessa delle scorse due edizioni. Un’ottima base sulla quale gettare le fondamenta per il Major 2027.
NURIA RODRIGUEZ
Visto che si giocava in Italia, e visto che il volto nuovo della coppia è Giulia Dal Pozzo, nel celebrare le loro imprese si è parlato molto di più dell’azzurra piuttosto che di lei, che però merita altrettanti applausi. Dopo una vita da inseguitrice si è regalata la prima semifinale a certi livelli, vedendo ripagati anni di sforzi e sacrifici. C’è da scommettere che, in campo, molte avversarie arrivino a non sopportarla, per la sua abitudine di caricarsi ad alta voce di continuo, punto dopo punto, anche per tre ore consecutive. Ma averla accanto dev’essere uno spasso: carica, garra, energia pura. E serbatoio infinito.
GALAN VS LEBRON
A Roma il loro face to face è una certezza. Nel 2025 ne uscì una battaglia di tre set, mentre stavolta Galan – con Chingotto – se n’è fatti bastare due per battere l’ex compagno e il partner Leandro Augsburger. Ma il divertimento non è ugualmente mancato. La loro freddissima stretta di mano (ammesso che di stretta di mano si possa parlare) ha fatto il giro dei social e conferma che il rapporto fra gli ex dominatori del Tour è ancora molto delicato. Pazienza: in uno sport tutto abbracci, parole al miele e fair play, qualche situazione fuori dal coro non guasta. E aumenta l’interesse di chi guarda.
4 ORE E 12 MINUTI
Il precedente record di durata per un incontro del circuito Premier Padel era di esattamente quattro ore, ma Saiz e Lobo se l’erano preso in un match di primo turno, due anni e curiosamente sempre in Italia, a Milano. Ari Sanchez e Andrea Ustero non solo l’hanno battuto di ben 12 minuti, ma l’hanno fatto nella semifinale di un Major, al Foro Italico. È stato un incontro incredibile, con tutti gli elementi giusti per renderlo epico: capovolgimenti di fronte, scambi infiniti, giocate spettacolari seguite da errori, pathos, emozioni a non finire. Chi c’era non se lo dimenticherà.
ROMA ALLE COPPIE NUMERO UNO
Per la prima volta dall’introduzione – nel 2023 – della formula combined, il BNL Italy Major ha incoronato le prime due coppie della classifica mondiale: Arturo Coello e Agustin Tapia nel maschile, Gemma Triay e Delfi Brea nel femminile. Un risultato che, per i vincitori, ha un peso specifico enorme, più del prestigio di aver conquistato un Major, più dei 2.000 punti in palio o del prize money più ricco della stagione. Perché ambedue le coppie, i re come le regine, erano a secco di successi da Cancún, due mesi e mezzo fa, ed entrambe alle prese con dei rivali sempre più pericolosi, arrivati a mettere nel mirino il sorpasso nel ranking mondiale. Roma ha detto che no, non è ancora il momento, riportando la chiesa al centro del villaggio.
Immagini che lasciano il segno: la top-10 dal Foro Italico