Nell’incontro più lungo della storia di Premier Padel, Ari Sanchez e Andrea Ustero firmano l’impresa contro Bea Gonzalez e Paula Josemaria, che non perdevano da quasi tre mesi. Le due spagnole la spuntano 5-7 7-6 7-6, salvando quattro match-point in una battaglia semplicemente epica
06 giugno 2026
4 ore 12 minuti di puro, purissimo padel al femminile. Una battaglia epica, infinita, indecifrabile, pronta per i libri di storia del gioco. Forse, era proprio questo il solo modo, trovato da Ari Sanchez e da una fantastica Andrea Ustero al termine della partita più lunga nella storia del circuito Premier Padel, per mettere fine alla striscia di successi consecutivi di Bea Gonzalez e Paula Josemaria. Erano imbattute da due mesi e mezzo, avevano vinto i cinque tornei che hanno preceduto il BNL Italy Major, ma sono state beffate proprio nel più importante. Eppure, in una sfida simile, terminata col punteggio di 5-7 7-6 7-6, insieme alle rivali e al padel in generale hanno vinto anche le sconfitte. Perché, pur recriminando per i quattro match-point scivolati via fra secondo e terzo set, hanno comunque dato tutto, dalla prima all’ultima palla. Semplicemente, una delle due coppie doveva perdere e stavolta è toccato a loro.
Il conteggio finale dei punti dice 130 a 123, offrendo un piccolo suggerimento su dove sia stata la differenza in una partita storica, con un’infinità di scambi lunghi, capovolgimenti di fronte, giocate brillanti seguite da errori che in altre situazioni di minor pressione non sarebbero arrivati. Ma anche quelli hanno contribuito ad allungare il confronto fino alla storia, di fronte a un nutrito pubblico da tre quarti di partita in avanti ha iniziato a sottolineare con un boato quasi ogni punto, consapevole di essere di fronte a qualcosa di mai visto. Di potenziali momenti chiave ce ne sono stati parecchi, come i primi due match-point mancati (senza grandi colpe) dalle sconfitte sul 6-5 del secondo set, oppure il terzo cancellato nel successivo tie-break da una delle tante magie di una Ustero capace di mostrare lucidità, maturità e tanta, tanta classe. Alla faccia degli appena 19 anni stampati sulla carta d’identità.
È merito di Andrea se al quinto set-point, dopo un parziale lungo 95 minuti, lei e Ari sono riuscite a trascinare la sfida al terzo, ed è anche merito suo se quel terzo set l’hanno vinto, di nuovo al tie-break, dopo aver mancato – con qualche colpa – i primi due match-point nel game precedente. È stata di nuovo una girandola di emozioni: sono volate sul 4-1, poi hanno perso 4 punti di fila, quindi hanno cancellato un quarto match-point sul 5-6, con una puntuale uscita di parete di Ari Sanchez. È diventato il primo di una serie di tre punti che hanno consegnato loro vittoria, sorrisi, la corsa dai parenti in tribuna, un pezzo di storia e soprattutto la finale di domenica. Se la vedranno con le numero uno del mondo Delfi Brea e Gemma Triay, che arriveranno all’appuntamento sicuramente più riposate, ma senza la carica psicologica e l’entusiasmo che solo una vittoria simile può regalare.
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